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New York: nella ricerca della casa si tiene conto anche dei vicini.

Lower_Manhattan_from_Helicopter

Sembra facile, sottolineano gli agenti immobiliari di New York, ma la ricerca della casa ideale per la maggior parte dei clienti con un buon budget oltre a comprendere le caratteristiche dell’alloggio, numero di locali, esposizione, vista, ha sempre di più un altro fattore da tenere in seria considerazione: chi sono i vicini.

O meglio, che tipo di vicini ci sono? Intendiamoci bene la maggior parte degli acquirenti dichiara di stare bene con tutti ti tipi di persone, ovviamente che sono come loro !

Persone mature che non vogliono frotte di ragazzi chiassosi o famiglie con bimbi piccoli, addirittura repubblicani che mai comprerebbero con troppi democratici come vicini, evviva diremmo noi italiani: tutto il mondo è paese !

Fondi immobiliari: prorogata fino a 3 anni la scadenza.


E' arrivata la proroga per i fondi immobiliari quotati. Gli emendamenti , approvati dalle commissioni Industria e Ambiente, hanno riproposta la possibilità di proroga per le SGR per un massimo di due anni (che può arrivare fino a tre per quelli a scadenza nel 2014) la scadenza naturale del fondo.

Così come riporta MF sarebbero circa 20 i fondi in scadenza da qui al 2016, che potrebbero riversare sul mercato asset per circa 5 miliardi. La deroga avrebbe la finalità di evitare che le cessioni pubbliche e private possano determinare una crisi del mercato immobiliare.

Durante il periodo di proroga le attività del fondo dovranno essere finalizzate allo smobilizzo degli investimenti, i cui proventi dovranno essere distribuiti semestralmente, mentre le provvigioni di gestione dovranno ridursi di due terzi.


New York: One 57 vivere in central park


One 57 è una torre di 90 piani condominio a 157 West 57th Street, di fronte alla Carnegie Hall, che vanta una vista spettacolare su Central Park. 

One 57 sarà pronto per l'uso tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016. L'appetito di acquirenti di fascia alta, gli stranieri tasca soprattutto profonde in cerca di appartamenti trofeo, è molto forte e ha già fatto One 57, un enorme successo.
One 57 sarà una delle più alte torri  a Manhattan, dove i residenti potranno godere di esclusivi servizi a 5 stelle offerti dall'hotel Park Hyatt, 
 Christian De Portzamparc è l'architetto e Thomas Juul-Hansen ha progettato gli interni.

Un record : il prezzo di vendita di oltre 90 milioni dollari per il suo attico duplex ai piani 89 e 90,

 il prezzo più alto mai pagato per un singolo immobile residenziale a Manhattan.



One 57 è ora oltre il 50% di venduto  con oltre $ 1 miliardo nelle vendite totali dal suo lancio solo sei mesi fa.

La famiglia Forbes vende casa.

casa forbes, manhattan

La famiglia forbes, proprietaria della omonima rivista ha messo in vendita la loro casa di manhattan a 15,3 milioni di dollari (11,2 milioni di euro). l'ultimo presidente ed editore della rivista, malcom forbes, ha comprato la tenuta di lusso negli anni '60 e la usava solo perricevimenti e feste per vip e celebrità

per decenni la famiglia forbes ha lasciato che questa casa, costruita nel 1847 fosse utilizzata esclusivamente per ricevere. è composta da tre stanze da letto, due sale da pranzo, una biblioteca e una grande cantina con un piccolo tinello. la casa, situata all'anglolo della quinta strada nel quartiere residenziale di greenwich village (manhattan), ha anche un garage con due posti auto

la famiglia forbes ha comprato questa tenuta esclusiva negli anni '60 dalla compagnia macmillan publishing. la casa è messa in vendita dal gruppo immobiliare brown harris stevens

Fonte: idealista.it

Eccellenza architettonica? In Danimarca.

COPENAGHEN, CITTÀ DEL 21ESIMO SECOLO
Da diversi anni a questa parte l’architettura danese dà costantemente prova d’eccellenza in termini di sostenibilità ambientale, sviluppo tecnologico e ricerca formale. Il lavoro puntuale, coscienzioso e avanguardistico di studi come 3XN (Århus), BIG (Copenhagen) o Henning Larsen Architects (Copenhagen), solo per citarne alcuni, fa oggi della Danimarca un punto di riferimento internazionale nell’ambito della progettazione.Q&A: URBAN QUESTIONS _ COPENHAGEN ANSWERS - © CAMERAPHOTO ARTE, VENEZIA

Quest’anno, in occasione della Biennale di Venezia, la Danimarca presenta la mostra dal titolo “Q&A: Urban Questions _ Copenhagen Answers”. Al centro dell’esposizione c’è una serie di progetti realizzati nella capitale da studi danesi e da archistar internazionali.Q&A: URBAN QUESTIONS _ COPENHAGEN ANSWERS - © CAMERAPHOTO ARTE, VENEZIA

“Officina a cielo aperto, Copenaghen offre una diversificata gamma di risposte architettoniche alla domanda ‘che cosa rende una città vivibile?’. Nell’ultimo ventennio progettisti danesi e internazionali, urbanisti, investitori, politici e opinione pubblica hanno esplorato il potenziale della città, con determinazione, coraggio, e con la curiosità di sperimentare strategie insolite. Come risultato la capitale è cambiata radicalmente - non solo nella sua architettura, ma anche nel modo di utilizzare e vivere in città. Sono stati realizzati nuovi collegamenti della metropolitana, piste ciclabili, spazi urbani e edifici pubblici. Sono nati nuovi stili di vita e occasioni per il tempo libero. Si è dimostrato come le sfide urbane poste dalla città possano essere soddisfatte con risposte architettoniche”, spiegano dal Danish Architecture Centre (DAC), organizzatore dell’esposizione.
La rassegna, curata dagli architetti Jan D. Geipel e Tine Vindfeld, è strutturata in quattro sezioni:
- “The Catwalk” (La passerella”) illustra una serie di prestigiosi progetti realizzati a Copenaghen negli ultimi dieci anni da architetti danesi e archistar internazionali.
- “1947-2047: Dal Finger Plan alla Loop City" ripercorre le tappe dello sviluppo urbanistico di Copenaghen a partire famoso Finger Plan del 1947 a oggi, per poi suggerire nuovi “percorsi” per il futuro.
- “The Three Sustainable Urban Labs” presenta tre grandi aree di sviluppo urbano a Copenaghen quali Ørestad, Nordhavnen e Carlsberg.
- "Copenaghen X" mostra una selezione delle esperienze sviluppate a Copenaghen nel corso degli ultimi 10 anni servendosi di una galleria digitale a completa disposizione dei visitatori, inviati a creare online, in modo autonomo, una personale selezione dei più innovativi progetti d’architettura e urbanistica.

Come vivere gratis nell’empire state building.

Squatter di lusso nell'Empire State

Ha vissuto in un sontuoso appartamento di sei stanze al 40/o piano dell'Empire State building di New Yorksenza sborsare un dollaro. Daniel K. Perlman, un avvocato di 47 anni, ha raccontato la vicenda al New York Times. Il professionista aveva affittato a una società una stanza di un grande appartamento come sede legale del suo studio. Ma, a luglio 2009, con la crisi immobiliare, la società ha lasciato i locali e lui è rimasto a lungo indisturbato.

Tutto cominciò nel 2006 quando Perlman prese in affitto la stanza per la sua scrivania per circa 500 dollari al mese. Poi, con il crollo del mercato immobiliare, la società alla quale si appoggiava ha lasciato l'appartamento. 
"Ero pronto ad andare via, ma non successe nulla", ha cercato di giustificarsi Perlman. "Non c'erano avvisi sulla porta e nessuno all'Empire mi ha detto mai nulla. Eppure quelli delle pulizie sapevano che ero lì. Francamente - ha aggiunto - non mi sento colpevole di nulla, sono solo rimasto dove stavo, senza che nessuno mi dicesse niente".
Così, ha continuato a recarsi in ufficio godendo di questo inatteso "sconto". Un giorno, la sua carta d'identificazione per entrare nell'edificio è stata disattivata. Ma lui ne ha ottenuto una seconda, con l'aiuto di un amico che lavorava al 59esimo piano.
La vicenda si è poi conclusa sette mesi dopo, quando la società di gestione del palazzo ha deciso di cambiare le serrature alle porte di accesso. Perlman ha dovuto quindi traslocare. Ma la crisi non è passata, e la Suite 4010 è ancora oggi deserta.

Milano design week end.

design week

L’arte e il design tutti da scoprire durante la Design Week End di Milano.

Un modo per conoscere le prestigiose aziende milanesi o che hanno sede a Milano, per entrare nel mondo del design.

Dal 14 al 17 otto bre le vie della città ospiteranno la prima edizione di “Milano Design Week end”, un grande evento ded­icato al design e pensato per sostenere le aziende del com­parto arreda mento, eccellenza dell’industria italiana.

Tema di questa prima edizione sarà “l’arte di vivere, una nuova intimità”: la casa come luogo di rassicurazione, protezione , calore, l’arte come punto di incontro tra investimento privato e desiderio di condividere valori intimi.
La manifestazione è infatti promossa da RCS Media Group e Gruppo Mondadori in collaborazione con il Comune di Milano e vede il coinvolgimento, tra gli altri, di ADI-Associazione per il Disegno Industriale, Triennale di Milano, BDD-Brera Design District, La Rinascente e il circuito delle case Museo di Milano.

Casa di Montecarlo: le indagini impantanate!

Non vuole proprio venire fuori la verità sulla vicenda monegasca che da ormai due mesi vede Gianfranco Fini sul banco degli imputati.

L'arrivo dal Principato di Monaco delle carte relative alla compravendita dell’immobile lasciato in eredità dalla contessa Anna Maria Colleoni ad Alleanza Nazionale, infatti, non faranno luce sulla vicenda, essendo state giudicate incomplete dagli inquirenti romani.
Necessaria una seconda rogatoria internazionale, quindi, con il procuratore Giovanni Ferrara e l’aggiunto Pierfilippo Laviani che hanno chiesto una serie di accertamenti di natura fiscale (soprattutto per definire l’esatto valore dell’appartamento di Boulevard Princesse Charlotte 14 in sede di successione) e una integrazione di atti ulteriori.
Per gli inquirenti questo  supplemento di rogatoria richiederà un’attesa di altri giorni e imporrà un momentaneo stop al calendario di audizioni. Fini, quindi, non verrà ascoltato nei prossimi giorni.
Prima di questa fumata grigia, infatti, i magistrati avevano intenzione di convocare al più presto il presidente della Camera per chiarire soprattutto le novità circa il contratto della casa di Montecarlo: sul documento, depositato all’ufficio del registro del Principato e firmato a Monaco il 24 febbraio del 2009,  due firme appaiono identiche: quella del proprietario (la società Timara Ltd) e quella dell'affittuario
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Leggi l’articolo integrale.

Burj Dubai

Un record mondiale per scacciare la crisi Ecco il Burj, 800 metri di cemento a Dubai 

Come riportato in un nostro precedente post, è giunta l’ora dell’inaugurazione del Grattacielo piu alto del mondo.

Forse, vista la crisi, nel Dubai anche questa notizie potrà servire per rilanciare un “paese bolla” che rischia di sprofondare nelle sabbie del deserto da cui è nato.

Oltre ad essere la costruzione più alta del mondo, il Burj batte altri record. E' l'edificio col maggior numero di piani al mondo: 160 (il precedente primato era delle Sears Tower, 110 piani). E'il palazzo con il piano occupato più elevato: 601 m (prima era lo Shanghai World Financial Center, 485 m). Ed ha anche il tetto più elevato: 601 m (a esser surclassato, ancora una volta, lo Shanghai World Financial a 492). Infine, è anche il posto dove è stata fatta la gettata di calcestruzzo verticale più elevata (per un edificio): 585,70 m da quota 0 (superando il primato del Taipei 101, a 439,2 m).

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Andamento del mercato immobiliare.

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I risultati delle indagini sul mercato immobiliare svolte dall’Agenzia del Territorio, per quanto riguarda l’andamento delle compravendite nei primi nove mesi del 2009, e da Nomisma, che ha presentato il rapporto di fine anno per quanto riguarda i mercati delle principali aree metropolitane, mostrano un mercato immobiliare pressocchè bloccato, dove chi deve vendere aspetta la ripresa della domanda e chi deve comprare attende un calo delle quotazioni. Il risultato, dunque, è una diminuzione degli scambi e un calo molto contenuto dei prezzi.

Secondo i dati diffusi da Nomisma i prezzi delle 13 aree considerate evidenziano tutti un calo, soprattutto a Firenze in cui è stata registrata una diminuzione del 5,9%, mentre la tenuta migliore è stata registrata a Cagliari dove la riduzione è stata dell’1,4%.

Questo per quanto riguarda il nuovo mentre se consideriamo gli appartamenti usati la riduzione più drastica è stata registrata da Venezia dove il calo è stato del 5,9% mentre quella meno accentuata riguarda ancora una volta Cagliari in cui il calo è stato dello 0,8%. Infine, per quanto riguarda le abitazioni da ristrutturare il dato più elevato riguarda Bologna con un 6,1% e quello meno significativo coinvolge ancora una volta il capoluogo sardo che in questo caso registra una riduzione dello 0,3%.

Il calo piuttosto contenuto dei prezzi, dunque, produce un blocco del mercato, per far si che si sblocchi secondo gli esperti sarebbe necessario un ulteriore ribasso del 15%, che però non rientra tra le stime di Nomisma.

I dati diffusi dall’Agenzia del Territorio segnalano un calo delle vendite del 14,1% nei primi nove mesi del 2009, da questo punto di vista le cose vanno meglio nei capoluoghi dove la riduzione è stata del 6,6% mentre negli interland il calo è stato del 12,9%. Il dato più negativo riguarda Firenze con un -27% e Milano con un -14,1% mentre si pone in controtendenza Roma che ha registrato un +1,6%.

I dati evidenziano inoltre che nell’ultimo perido si predilige la qualità visto che le diminuzioni riguardano soprattutto gli immobili di fascia bassa e i cantieri con standard costruttivi non elevati.

Un 'grande monolite nero' conquista il Solar Decathlon 2009

CUBE HOUSE - VINCITORE ASSOLUTO 'SOLAR DECATHLON 2009' - ©TECHNISCHE UNIVERSITÄT DARMSTADT
CUBE HOUSE - VINCITORE ASSOLUTO 'SOLAR DECATHLON 2009' - ©TECHNISCHE UNIVERSITÄT DARMSTADT
CUBE HOUSE - VINCITORE ASSOLUTO 'SOLAR DECATHLON 2009' - ©TECHNISCHE UNIVERSITÄT DARMSTADT





Il gruppo di progettazione composto dagli studenti del Politecnico di Darmstadt (Germania) è stato recentemente proclamato vincitore assoluto del Solar Decathlon 2009 dal Dipartimento per l’Energia degli Stati Uniti d’America, seguito dai team “Illinois” e “California”.

La competizione, tenutasi nell’ottobre passato a Washington D.C., ha visto la partecipazione di 20 gruppi di progettazione - provenienti da università europee e americane - impegnati per nove giorni nella realizzazione e nell’avvio dell’operatività di case-prototipo a emissioni zero di carbonio, energeticamente efficienti ed alimentate da energia solare.

Quasi interamente rivestita di pannelli fotovoltaici, la "Cube House" del team vincitore ha sbaragliato la concorrenza producendo 19 kilowatt di energia al giorno, nonostante tre giornate di pioggia. L’edificio ha convinto la giuria del concorso anche grazie al caratteristico design che gli ha “regalato” il soprannome di “Big, Black Monolith” (“Il grande monolite nero”).
“Il nostro progetto vuole illustrare soluzioni innovative per la progettazione sostenibile e farne un oggetto di discussione.


La nostra visione architettonica presenta uno stile di vita alternativo e introduce il concetto di efficienza energetica e di sostenibilità come elemento essenziale della vita quotidiana- hanno spiegato i vincitori. La costruzione della facciata si basa sul principio tradizionale del rivestimento di copertura, comunemente praticato con lastre in ardesia o legno. Abbiamo preso questa tecnica e ne abbiamo trasferito il concetto di fondo impiegando un nuovo stile e materiali moderni come i moduli fotovoltaici in vetro e il vetro acrilico. Oltre ad offrire un adeguato ombreggiamento, la facciata è dotata di un efficace sistema per il controllo d'illuminazione all-in-one. Al fine di realizzare un volume energeticamente efficiente su tutti i suoi fronti, abbiamo usato celle CIS a film sottile, capaci di sfruttare la radiazione solare diffusa. Per la riduzione del fabbisogno energetico, il guscio dell’edificio è caratterizzato da componenti altamente isolati a tenuta stagna, ovvero pannelli isolanti sottovuoto ( tecnologia “Vacuum Insulation Panels – VIP”). Un pannello isolante sottovuoto dello spessore di 5 centimetri ha una proprietà d'isolamento equivalente a quella di un comune materiale isolante spesso 25 cm. Di conseguenza, i restanti 20 centimetri “in eccesso” sono stati aggiunti negli interni della casa...Per ridurre l'impatto ecologico della costruzione abbiamo deciso di realizzare uno scheletro in legno, materiale con un ciclo di vita positivo, resistente ma leggero, capace di offrire alta efficienza energetica e bassissima dispersione termica. Abbiamo quindi massimizzato l'uso del legno locale impiegando abete rosso per la costruzione e il soffitto e quercia per pavimenti e finiture)...Per sottolineare l'impatto positivo di un simile approccio alla progettazione abbiamo infine impiegato il metodo di certificazione del DGNB, il Consiglio tedesco per la costruzione sostenibile tedesco sostenibile”.

La casa nella Repubblica Dominicana firmata A-cero


HOUSE IN CASA DE CAMPO - © FERNANDO MANOSALVAS
HOUSE IN CASA DE CAMPO - © FERNANDO MANOSALVAS
 HOUSE IN CASA DE CAMPO - © FERNANDO MANOSALVAS

La casa unifamiliare progettata dallo studio spagnolo A-cero di Joaquin Torressorge su un’isola caraibica della Repubblica Dominicana in cui regna tutto l’anno il clima mite e la cui posizione, su un lotto di 7000 mq, ne ha determinato fin dall’inizio le scelte progettuali.

Joaquín Torres ha pensato a due blocchi ben differenziati da cui si sviluppa un gioco di volumi curvilinei che svettano verso il cielo. L’abitazione, per esigenze del committente, si sviluppa su un solo livello ed è interamente rivestita di pietra corallina locale dai toni chiari (bianco e beige) il cui candore è messo in risalto dall’accecante luce solare e dal mare che la fronteggia.

Dall'ingresso principale, la casa sembra nascondersi dietro una sequenza di pareti curve che creano un insieme scultoreo. Al centro, una grande porta a doppia anta in legno dà accesso all’alloggio che possiede ovunque ventilazione trasversale, in modo da poter trarre il massimo vantaggio del clima dei Caraibi e, in particolare, dalla brezza marina.

Tutti gli arredi interni sono realizzati su misura in Spagna e su disegno di A-cero che, progettando arredi in legno laccato bianco, ha voluto lasciare gli ampi spazi della casa nella più totale semplicità e liberi da ricche decorazioni. La pietra corallina esterna è stata adottata anche all'interno per garantire una continuità visiva, oltre che per le sue caratteristiche che la rendono adatta al clima caldo di tutto l'anno. L'alloggio è aperto verso l'esterno su quasi tutti i fronti, con ampie porte-finestre e la sensazione esterno-interno si perde grazie alla presenza dei giardini anche all’interno della casa.
All’esterno si è posta molta attenzione all’architettura del paesaggio utilizzando vegetazione autoctona e le diverse specie di palme presenti sull’isola (Palma da Cocco, Palma Bottiglia, Palma Areca).

La casa, che sorge in riva al mare su una spiaggia privata, dispone anche di una piscina in cui predominano le linee curve e che sembra estendersi nel Mar dei Caraibi.

Il centro polifunzionale a Saint-Cloud di KOZ architectes




Lo studio francese KOZ architectes di Christophe Ouhayoun e Nicolas Ziesel, membro di PLAN01 Architects Collective (gruppo fondato nel 2001 con Atelier du Pont, Bocabeille-Prégo Architectures e Philéas agencies), ha appena inaugurato il Centro per lo sport e il tempo libero progettato per la cittadina di Saint-Cloud in Francia.

L’edificio appare da subito estraneo alle circostanti case in stile parigino; imponente, ma anche semplicissimo, un pò cubista e "appariscente", vuole evocare i ricordi felici legati ai giocattoli di un bambino. Un edificio progettato per le celebrazioni festive e per giovani. Con l’allegria e l’anticonformismo della sua facciata, l'edificio è in forte contrasto con la zona di sviluppo urbano in cui si trova, con il nuovo blocco di appartamenti privati, gli uffici e un asilo nido in stile neo-Haussmanniano. Il Centro deve la sua esistenza al Comune di Saint-Cloud che ha voluto strutture che rivitalizzassero la sua immagine e l’aprissero allo stile architettonico contemporaneo.

KOZ architectes ha dovuto far fronte al problema della coesistenza di due attività autonome in un’unica stretta lingua di terra. Ha così optato per estrudere l'area disponibile fino alla massima altezza, fornendo luce naturale all'interno del blocco e per sovrapporre le due attività senza isolarle, creando collegamenti visivi tra esse e applicando gli stessi principi a tutte le facciate e a tutti gli spazi, che, pur funzionalmente e amministrativamente autonomi, appaiono sovrapposti senza essere separati. Essi comunicano tramite scorci visivi facendo in modo che  si “veda” e si “senta” l'altro.

L'edificio è caratterizzato da colori molto vivaci e determinati, con una tavolozza che varia dal rosso al verde, giallo, rosa e arancio. Questi colori rivestono la facciata con fasce larghe. All'interno, gli stessi colori sono sistematicamente ripetuti, come se si entrasse in un graffito di grandi dimensioni. Una sorta di “codice colore” che aiuta a riconoscere dall’esterno le zone interne, un mezzo di orientamento spaziale per i bambini più piccoli.

Al di là della pura funzionalità delle attività individuate nel progetto, gli architetti hanno anche posto grande fiducia nell'immaginazione e nell'inventiva degli occupanti. È per questo che tutti i corridoi, le rampe di accesso e di passaggio sono ampie e spaziose, fino a 3 volte la dimensione stabilita dal regolamento. La rampa che conduce alla zona giochi all’aperto e all’area per l’allenamento è stata progettata sullo stesso percorso. Grazie alla sua eccezionale ampiezza, prevede un "ulteriore" spazio e contribuisce in modo sicuro alla forte continuità fisica e visiva tra aree interne ed esterne del Centro progettato con l'obiettivo di renderlo utilizzabile per le attività che vanno dal semplice correre su e giù fino a quelle teatrali di piccole dimensioni da svolgersi all'aperto. Senza gradini e circondato da una ringhiera di 1,80 m, tutto il Centro è una zona sicura e privata dove i bambini possono andare in giro da soli in completa sicurezza.
 SAINT-EXUPÉRY SPORTS AND LEISURE CENTRE - © KOZ ARCHITECTES

L'edificio è una sovrapposizione verticale di spazi per attività varie come palestra, pareti di arrampicata, etc. , avvolto in un nastro di cemento che fornisce unitarietà all’insieme. Questo materiale è stato scelto dai progettisti poiché mette in evidenza l'aspetto scultoreo dell'edificio e soddisfa i requisiti di sovrapposizione di grandi spazi e isolamento acustico tra le due componenti del progetto che è sostanzialmente costituito da pannelli portanti prefabbricati in calcestruzzo. Il cemento armato stampato e colorato contrasta con il colore delle superfici dei pannelli laminati. La facciata principale è realizzata in vetro colorato con sfumatura di colore dal rosso al verde, le altre tre sono più omogenee, anche se ugualmente colorate.

L’attenzione all’ambiente di KOZ è stata applicata nella scelta delle aperture nei tetti e delle facciate vetrate  - che fornendo la massima illuminazione naturale ovunque limitano il consumo elettrico - nell’uso del vetro colorato che assicura una buona protezione contro il sole e una lunga durata del colore stesso e nell’utilizzo di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.
Fonte: Archiportale

Parigi spegne le luci rosse: Pigalle diventerà un quartiere di lusso

 Pigalle, storico quartiere a luci rosse della capitale francese, patria del can-can e delle ballerine immortalate da Toulouse-Lautrec, ha venduto l'anima bohemienne alle leggi di mercato e alla modernità. La celebre zona ai piedi della collina di Montmartre diventerà la Notting Hill di Parigi, un posto alla moda, trendy e probabilmente costoso. O forse assomiglierà alle famose Ramblas, il centro della movida di Barcellona tra locali di tendenza e negozi glamour.

E così addio a sexy shop, lucciole, cabaret e night club: verranno sostituiti da ristoranti di lusso frequentati da vip. E i pittoreschi caffè-tabacchi stile Amelie Poulain? Saranno via via soppiantati da catene tipo Starbuck's. Il Moulin Rouge ha deciso di rifarsi il look per restare al passo con i tempi producendo una linea di merchandising (dalle scarpe ai profumi) e fagocitando La Loco, storico locale delle notti danzanti sull'orlo del fallimento, per farne un moderno concept store. Anche teatri che sono stati il cuore della chanson francaise, come l'Elysee Montmartre e il Trianon, sono stati acquistati da un fondo immobiliare per farne appartamenti e negozi. E qualcuno prospetta la stessa sorte anche per il Moulin Rouge.

«Trasformare Pigalle in un luogo chic e di tendenza farà bene 
all'immagine di tutto il
quartiere», ha detto a Le Parisien Daniel Vaillant, il sindaco del XVIII arrondissement di Parigi. «Pigalle non è più solo un posto per turisti venuti a vedere la via dei sex shop. Resta sempre un luogo di festa, di locali notturni, ma ora vuole proporre anche una nuova offerta, con locali diversi, alla moda, per una clientela più giovane».

Fonte: il messaggero

“4C” Building - China Convention Compliance Centre

“4C” BUILDING - CHINA CONVENTION COMPLIANCE CENTRE - © MOA- MARIO OCCHIUTO ARCHITETTURE
“4C” BUILDING - CHINA CONVENTION COMPLIANCE CENTRE - © MOA- MARIO OCCHIUTO ARCHITETTURE
“4C” BUILDING - CHINA CONVENTION COMPLIANCE CENTRE - © MOA- MARIO OCCHIUTO ARCHITETTURE



 Il 14 settembre scorso è stato inaugurato a Pechino l’Environmental Conventions Building/4C Building, nuova sede ecosostenibile del Ministero dell’Ambiente cinese progettatomOa - Mario Occhiuto Architetture, per la parte architettonica e da Favero & Milan, per l’ingegneria.
 
Il 4C Building, realizzato nell’ambito del Programma di collaborazione sino-italiana tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Italiano e il Ministero dell’Ambiente Cinese, sarà sede dell’autorità preposta alla gestione ed al controllo delle attività relative all’attuazione di Accordi Ambientali Multilaterali ed alla Lotta contro il traffico illegale delle sostanze chimiche pericolose.
 
Il 4C building è un edificio le cui principali caratteristiche sono l’efficienza energetica, l’innovazione e la forte connotazione estetica nel panorama pechinese. E’ stato realizzato per ilMEP - Ministry of the Environmental Protection of China per ospitare gli uffici destinati alla gestione e al controllo delle attività relative all’attuazione di Accordi Ambientali Multilaterali e alla lotta contro il traffico illegale delle sostanze chimiche pericolose.

mOa - Mario Occhiuto Architetture ha ricercato le soluzioni tecnico-formali del progetto in un’attenta lettura del contesto e dei suoi elementi climatici, urbanisti ed architettonici, interpretando i suggerimenti del luogo in una espressione formale fortemente riconoscibile e dotata della solennità necessaria per un edificio governativo.Tanto le condizioni di tipo urbanistico che quelle climatiche suggeriscono la chiusura dell’edificio verso nord e una maggiore permeabilità a sud.

Nella elaborazione del progetto è stato anche importante tenere conto della espressa volontà del Ministero di conferire alla facciata nord un’immagine di alta rappresentanza, armonizzandone le caratteristiche con quelle degli edifici governativi circostanti. Di conseguenza, il disegno di progetto si fonda sul rigore e l’insieme compatto della facciata nord, apparentemente bloccato, ma in realtà ricco di affacci e visuali, in netto contrasto con la realtà mutevole e variegata delle ali ovest, est, e della facciata sud, che presentano un gioco di tangenze tra le superfici curve e l’alternarsi dei pieni e dei vuoti.

La facciata nord, fatta di marmo e travertino, è caratterizzata da una chiusura che trae origine e giustificazione dalla presenza della viabilità di grande traffico, dalla provenienza dei venti freddi invernali settentrionali, ma anche dall’esigenza di conferirle la giusta solennità di edificio del governo; le finestre sono di ampiezza limitata per evitare l’eccessiva dispersione di calore in inverno e studiate per garantire l’interazione visiva interno-esterno. La facciata è ben isolata, sia termicamente, sia acusticamente.

La facciata sud, invece, rivestita in parte con alucobond, presenta ampie vetrature, in modo da sfruttare gli apporti solari invernali ed ottenere il massimo sviluppo possibile di superfici per l’aerazione ed illuminazione naturale, oltre che dialogare con i quartieri residenziali antistanti.
Al fine di evitare gli effetti estivi di surriscaldamento, dovuto alla radiazione solare, l’ abbagliamento e per regolare il comfort visivo, su questo lato sono stati progettati aggetti orizzontali opportunamente dimensionati.

Un altro importante contributo alla sostenibilità del progetto è dato dalle due corti interne con copertura apribile. Queste bucano l’edificio in tutta la sua altezza partendo dal piano terra fino al tetto e rivestono un doppio ruolo: garantire la luce naturale agli uffici privi di affaccio verso l’esterno e, a seconda delle stagioni, contribuire alla diminuzione dei consumi per il condizionamento aprendone il tetto.
fointe: archiportale
 
Oltre alle caratteristiche puramente architettonico - funzionali e alla scelta accurata dei materiali da costruzione, l’edificio è stato studiato anche dal punto di vista del suo posizionamento rispetto al sole. Sistemi tecnologici molto avanzati sono impiegati per ottimizzare l’illuminazione naturale ed il riscaldamento, contribuendo a combinare il disegno di progetto con il maggior risparmio energetico.

Garbagnate Milanese: Luce, terracotta e verde per la nuova biblioteca.


LUCE, TERRACOTTA E VERDE PER LA NUOVA BIBLIOTECA DI GARBAGNATE MILANESE

RISTRUTTURAZIONE E AMPLIAMENTO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI “CORTE VALENTI” - 1° CLASSIFICATO - © CAVALLERI, BERETTA, PERCASSI, PEREGO, UY

RISTRUTTURAZIONE E AMPLIAMENTO DELLA BIBLIOTECA COMUNALE DI “CORTE VALENTI” - 1° CLASSIFICATO - © CAVALLERI, BERETTA, PERCASSI, PEREGO, UY

Un nuovo volume dalla pelle esterna in tavelli di terracotta, affacciato su un parco, attraversato dalla luce naturale e rispettoso dell’ambiente: questa l’idea di base del progetto con cui il team composto dagli architetti bergamaschi Michele Cavalleri, Davide Beretta, Alberto Percassi, Dario Perego e Michael Vincent Uy ha vinto il concorso di idee per l’ampliamento dellaBiblioteca Comunale “Corte Valenti” di Garbagnate Milanese.
 
Il concorso ha visto classificarsi al secondo posto il gruppo guidato dall’architetto Elvio Leopardi (Milano), mentre il titolo di terzo classificato ex equo è andato ai team rispettivamente guidati da Annio Maria Mattini (Milano) e Giovanni Balabio (Garbagnate Milanese).

“La prima fase, di lettura dell’esistente, ci ha guidato a definire Come biblioteca, un nuovo edificio, completamente autonomo dall’attuale struttura, questa scelta è dettata dalla volontà di dotare il nuovo edificio di una propria identità iconografica all’interno del paese, definendo un organismo che  denunci una volontà chiara, contemporanea e attrattiva rispetto al contesto. L’ampliamento è visto come elemento riqualificante, non solo rispetto alla biblioteca esistente, ma come elemento propulsivo per l’ambito in cui è inserito, andando a recuperare l’intorno. La lettura del contesto pone come scelta il mantenimento dell’immagine  storica del lotto, ovvero quella di recinto al cui interno fiorisce un rigoglioso “bosco”, inoltre così facendo, si vuole mantenere la memoria dell’impianto urbano caratterizzato da un isolato compatto al cui interno si aprono meravigliose corti – spiegano i progettisti del team.  L’edificio si sviluppa al di sotto di un guscio di terracotta, dove i lati esterni lungo le strade a adiacenti rimangono volutamente compatti e duri (anche per mantenere un alto confort acustico), mentre al suo interno una parete è scavata in corrispondenza della piazza, mentre al cospetto del “giardino storico” l’involucro perde consistenza per aprirsi totalmente sul parco. Tale operazione permette la continuità spaziale tra “dentro e fuori”, la divisione è costituita solo da sottili pareti di vetro, una sorta di contaminazione da parte dell’esterno. L’apertura verso il parco, in corrispondenza del nord, garantisce inoltre un’illuminazione di tipo indiretto, adatto alla lettura”.

Il progetto prevede diverse soluzioni a garanzia dell’ecosostenibilità dell’edificio, tra di esse: la facciata ventilata del sistema di rivestimento, un tamponamento ad alto isolamento termico, un patio a tutta altezza per la ventilazione naturale dell’edificio (sistema camino), un impianto geotermico per ottimizzare la resa energetica, sistemi di recupero delle acque piovane per l’irrigazione e l’acqua sanitaria nonché per il recupero delle acque reflue e contenimento del numero delle superfici vetrate, al fine di evitare dispersioni termiche.

Il pian terreno dell’edificio accoglie funzioni più informali e legate al tempo libero. La più importante di queste  è l’“Officina della memoria”, una piazza pubblica di 200 mq a tripla altezza, illuminata alla luce naturale proveniente da un grande lucernaio, arredata con sedute confortevoli dove incontrarsi, discutere o rilassarsi.  Pannelli vetrati a bilico, serigrafati con i versi più importanti nella storia della letteratura, delimitano l’ambiente. Uno spazio dedicato ai più giovani affacciato sul parco e un caffè letterario – emeroteca affiancano lo spazio principale.

La lettura è l’attività principe del primo piano. In corrispondenza dell’Officina della Memoria” è situato un centro di studio e ricerca ampio circa 150 metri quadri. La presenza di una serie di scaffali aperti e di postazioni studio adiacenti alla grande vetrata sul parco, o al grande pozzo di luce del patio, ritma lo spazio.

Al secondo e ultimo livello dell’edificio sono invece inserite un’area di lettura più silenziosa e raccolta a scaffale aperto, una mediateca e due sale isolate acusticamente per gruppi di studio.
Fonte: archiportale.com

Amburgo: completato l’S11 di J. Mayer H. Architects


S11 - STECKELHÖRN 11 - SIDEVIEW: MAIN FACADE: STECKELHÖRN - © PHOTO DAVID FRANCK - WWW.DAVIDFRANCK.DE
S11 - STECKELHÖRN 11 - DETAIL VIEW, FRONT FACADE STECKELHÖRN - © PHOTO DAVID FRANCK - WWW.DAVIDFRANCK.DE

S11 - STECKELHÖRN 11 - BACKSIDE VIEW, KATHARINENFLEET, FACADE TOWARDS HAFENCITY, WITH CANAL - © PHOTO DAVID FRANCK - WWW.DAVIDFRANCK.DE


Terminato il mese scorso, il progetto "S11 - Steckelhörn 11" dello studio berlineseJ. Mayer H. Architects è un singolare complesso per uffici situato nel centro storico di Amburgo, vicino alla nuova area di sviluppo "Hafen City". L’edificio ne sostituisce uno in rovina, colmando il vuoto tra i due immobili storici confinanti.
 
Il lotto di forma triangolare, si estende per tutta la lunghezza dell’isolato, creando così una facciata stretta di circa 1,3 m di larghezza di fronte al porto e un prospetto principale, di circa 26,4 m, orientato verso via Steckelhörn. L’altezza e il leggero arretramento della parte posteriore pagano il tributo alla volumetria delle strutture circostanti, nonché ai regolamenti edilizi locali concernenti le altezze.
 
Gli elementi aggettanti sulla facciata principale creano una serie di specifiche caratteristiche spaziali all'interno e all'esterno. I piani superiori dispongono di un ulteriore spazio esterno con una spettacolare vista panoramica sulla città di Amburgo.
 
La particolare geometria del piano terra è la base per l'organizzazione dell’edificio, che architettonicamente e programmaticamente si presenta aperto verso la via Steckelhoern e al contempo viene percepito come landmark caratteristico dalla storica "Speicherstadt" - una delle attrattive principali della città di Amburgo e monumento protetto dal 1991 - e dalla nuova "Hafen City".
 
Il pianterreno è concepito come hall per gli inquilini e contemporaneamente come caffè pubblico; i piani superiori sono caratterizzati da generosi e flessibili spazi per uffici, la maggior parte dei quali con affaccio sulla Chiesa di S. Caterina e/o sul "Hafen City".
fonte: archiportale.com








In vendita la villa di Whitney Houston

La villa di lusso di Whitney HoustonLa villa di lusso di Whitney Houston  La villa di lusso di Whitney Houston
 Whitney Houston, tornata alla ribalta della scena musicale dopo anni di assenza, ha messo in vendita la sua villa di lusso nel New Jersey, la stessa dove si sposò con Bobby Brown nel 1992.

La villa, con 5 camere da letto, 5 bagni e ben 2 ettari di giardino, varrebbe circa 5,6 milioni di dollari, ma Whitney, che era già stata costretta a lasciarla per debiti nel 2006, ha deciso di venderla soltanto per 2,5 milioni di dollari.
Il motivo di questa decisione non è chiaro, ma una proprietà del genere a metà prezzo è da acquistare al volo.












I progetti di BCMF Arquitetos per le Olimpiadi di Rio 2016

 CLUSTER BARRA - © BCMF ARQUITETOS - IBC  MPC (INTERNATIONAL BROADCAST CENTER  MAIN PRESS CENTER)

I PROGETTI DI BCMF ARQUITETOS PER LE OLIMPIADI DI RIO 2016  Rio de Janeiro ha battuto Madrid, sconfitta per la terza volta, nel testa a testa finale fra le quattro città candidate ad ospitare i Giochi Olimpici del 2016. Le altre due città eliminate fin dall’inizio della serata conclusiva, erano Chicago, la cui candidatura è stata sostenuta da Barack Obama in persona, e Tokyo.
 
Il Brasile, già impegnato nei lavori per i Mondiali di calcio del 2014 in cui aveva dichiarato il proprio interesse nell'organizzazione dell'evento insieme a Argentina e Cile (candidatura congiunta), Australia, Colombia e Stati Uniti, dovrà ora impiegare tutte le energie per il grande evento Olimpico.
 
Più della metà di quelle che saranno le sedi per i Giochi Olimpici e Paralimpici del 2016 sono già costruite e si tratta di veri capolavori realizzati in occasione dei Giochi Panamericani di Rio 2007: il magnifico Stadio Joao Havelange (proposto per ospitare le gare di atletica nel 2016), il Centro Acquatico Maria Lenk, l’Arena Olímpica de Rio (che ospiterà le prove di ginnastica e pallacanestro in sedia a rotelle), il Velodromo Olimpico di Rio, il Centro Nazionale Equestre e il Centro Nazionale di Tiro.
 
Le strutture per le Olimpiadi nel 2016 sono state raggruppate in quattro grandi aree distinte della città (vd. Mappa), i cluster BarraCopacabanaMaracanã e Deodoro. Queste zone sono collegate da un sistema di trasporto efficiente e treni al alte prestazioni. Questa strategia è destinata a distribuire i benefici diretti e indiretti dei giochi tra tutti gli abitanti di Rio de Janeiro, attraverso la costruzione di nuove strutture e miglioramenti della rete infrastrutturale esistente.
Lo studio brasiliano BCMF (Bruno Campos, Marcelo Fontes) è responsabile della maggior parte degli appalti architettonici per Rio 2016.  Bruno Campos, Marcelo Fontes e Silvio Todeschi per l’architettonico, con Carlos Teixeira per il paesaggio, hanno guidato un team di circa 20 professionisti, in costante interfaccia con il team di Rio 2016 e loro consulenti internazionali, con i quali è stato redatto il Dorrier di candidatura presentato. In tutto sono stati prodotti più di 700 file per la consegna del progetto, oltre 40 prospettive e 70 elaborati di presentazione per la costituzione del fascicolo e del video finali.

Il nuovo Museo della Scienza dell’Università di Coimbra

Il team di Carlos Guimarães e Luis Soares Carneiro (Porto) ha meritato il primo posto nel concorso di progettazione per il nuovo Museo della Scienza dell’Università di Coimbra.

Il contenitore culturale verrà ospitato all’interno dell'ex Collegio di Gesù di Coimbra. Lo storico edificio è stato soggetto a profondi cambiamenti d'uso nel corso del tempo. La proposta vincitrice intende l’intervento come occasione per il recupero di un monumento significativo nella zona alta della città (dove peraltro è sita la zona storica di Coimbra, patrimonio mondiale dell’UNESCO) e per la realizzazione di un Museo capace di dare il giusto risalto alla preziosa collezione di stampo scientifico dell’Università, fondata nel 1290.
 
Il progetto è stata sviluppato partendo da quattro temi principali:
-         Museo rinnovato”: recupero, restauro, ricostruzione e innovazione del Collegio di Gesù;
-         Museo Riordinato”: separazione delle funzioni, articolazione per prossimità funzionale, chiarificazione delle strutture di circolazione e inserimento di anelli di visita;
-         “Museo Espanso”: creazione di nuovi spazi, qualora quelli esistenti risultino inadeguati;
-         Museo Riorientato”: realizzazione di uno spazio centrale per l’accoglienza del pubblico. che costituisca una chiara espressione della riqualificazione “contemporanea” del Museo.
 
“La conformazione del complesso attuale si articola attorno a tre spazi liberi, con una struttura poco adatta ad un museo. Un museo necessita di una impianto variegato ma chiaro, di un sistema di circuiti e percorsi di visita facilmente percepibili e di uno spazio centrale che indichi le diverse sezioni del museo e funga da area di riferimento. Da queste considerazioni derivano i tre punti della proposta: la creazione di una certa permeabilità visiva e funzionale tra il chiostro ed il giardino, senza che i due spazi perdano autonomia; la realizzazione, lungo l'asse centrale, di uno spazio nuovo significativo che accorpi i flussi dei visitatori, l’occupazione parziale di un cortile interno con l’edificazione di un nuovo edificio, destinato ad accogliere spazi espositivi unici”, hanno spiegato i progettisti